La tradizione incontra il futuro digitale

Si rinnova l’appuntamento con la Fiera del Madonnino, che dal 23 al 25 aprile porta a Grosseto il meglio delle soluzioni per l’agricoltura, con un padiglione interamente dedicato al mondo 4.0 e alla sostenibilità

La Fiera del Madonnino torna per la sua 43esima edizione dal 23 al 25 aprile, negli spazi del Centro Fiere di Grosseto. Con 60.000 mq di esposizione e oltre 300 aziende presenti, il classico appuntamento per l’agricoltura di Toscana e del Centro Italia rinnova la sua importanza per operatori e semplici visitatori, confermandosi tra le prime rassegne nazionali dedicate al settore primario. Una manifestazione nella quale tradizione e contemporaneità vanno a braccetto, con un impegno ogni anno più forte da parte degli organizzatori perché la tre giorni sia come sempre una vetrina aggiornata dove novità di mercato ed esigenze degli imprenditori possano incontrarsi. Alle consuete esposizioni, che vedranno la presenza dei principali marchi della meccanizzazione agricola attraverso la partecipazione dei propri concessionari di zona, si affiancano quindi prove in campo e test su macchine e attrezzature e, tra gli altri, spazi dedicati alla zootecnia e al vivaismo. Torna, dopo il grande successo riscosso nella precedente rassegna, l’innovativo padiglione interamente dedicato all’agricoltura 4.0 e alla sostenibilità ambientale, nel quale saranno presentate le più recenti tecnologie digitali, con l’obiettivo di arricchire la fiera di uno spazio in cui promuovere gli strumenti e le metodologie che offrono nuovi contenuti alla cosiddetta agricoltura di precisione (o smart farming), dove software, sensoristica, e tecnologie IoT sono le componenti essenziali di questo nuovo modello produttivo.  Del resto, negli ultimi cinque anni il mercato del digital farming è cresciuto esponenzialmente, raggiungendo nel 2022 1,6 miliardi di fatturato, con il 6% della superficie agricola oggi coltivata con tecnologie 4.0 e quasi il 65% degli agricoltori che già fruisce di almeno una tecnologia digitale. In particolare, l’edizione 2023 sarà occasione per un approfondimento sul ruolo delle tecnologie innovative per l’aumento della sostenibilità ambientale, in un comparto che deve sempre di più saper conciliare la capacità di produrre tanto (e di qualità) con la riduzione dell’impatto su terreni, paesaggio, ambiente, così come sul cibo. Ne abbiamo parlato con il presidente di GrossetoFiere Andrea Masini.

Presidente, quali sono i presupposti che vi hanno portati a rilanciare il vostro impegno verso una Fiera sempre più “digitale”?

“L’esperienza dello scorso anno è stata particolarmente positiva, in generale per la Fiera e in particolare per l’attenzione che ha saputo attirare il padiglione Digital. La Fiera del Madonnino è orma riconosciuta come il più importante appuntamento per l’agricoltura toscana e tra le prime manifestazioni di settore in Italia. La presenza di quasi trecento espositori nella passata edizione è il biglietto da visita di un appuntamento che si connota sempre di più per la sua specificità dedicata al settore primario. Numeri che vogliamo ulteriormente migliorare nel 2023, trainati proprio dall’attenzione all’agricoltura 4.0, che con oltre quaranta aziende presenti raddoppia il suo “peso” rispetto all’anno scorso”.

L’agricoltura è definitivamente pronta a questo salto di qualità tecnologico?

“Il settore sta affrontando ormai da anni un’importantissima transizione, aprendosi a nuovi approcci orientati alla specializzazione, a una più razionale lavorazione del suolo e al risparmio energetico. È cambiata la sensibilità nei confronti del contesto ambientale nel quale si produce, che si traduce nella ricerca di lavorazioni sempre più mirate e meno impattanti. Per questo, gli imprenditori sono sempre più interessati a guardare ciò che il mercato può offrire loro per rispondere a queste esigenze, che poi trovano completa applicazione, ad esempio, in una lavorazione del terreno sempre più precisa, in trattamenti mirati che consentano risparmio di acqua e di principi attivi e quindi di chimica, di massimizzare tempi e modi per ciascun intervento in campo, in vigneto, nelle stalle”.

Ma l’agricoltura 4.0 è… un’esclusiva per giovani?

“Il ricambio generazionale, mai come in questi anni, fa sentire tutta la sua importanza. Sono sempre di più i giovani che scelgono di dedicarsi all’agricoltura e alla trasformazione e anche quando ciò avviene in aziende a dimensione famigliare, vi è indubbiamente un approccio molto più propositivo verso le nuove tecnologie. Grazie a tutto ciò l’interesse concreto per il cosiddetto mondo “4.0” legato all’agricoltura sta portando sempre più spesso a ricorrere a macchinari e attrezzature con tecnologia avanzata, non solo per i lavori in campo ma anche per la programmazione delle attività: pensiamo all’uso di sensori, droni, applicazioni con dati satellitari, ma anche robot e software per la gestione degli allevamenti e delle stalle”.

Molte aziende oggi hanno investito in macchine con dotazioni tecnologiche sempre più avanzate. Ma sono attrezzate per poterle sfruttare in tutte le loro potenzialità?

“Quello legato alla formazione è un aspetto fondamentale, poiché le nuove tecnologie presuppongono competenze adeguate perché possano essere sfruttate in tutte le loro potenzialità. Mentre i più giovani hanno la possibilità di apprendere importanti nozioni “digitali” nei loro percorsi di studi o anche nella vita di tutti giorni, è importante intercettare l’interesse crescente verso le tecnologie 4.0 anche di imprenditori e aziende meno strutturate, nelle quali c’è la consapevolezza di poter trarre benefici ma spesso mancano necessarie occasioni di approfondimento. Anche nei giorni di Fiera, attraverso convegni, dimostrazioni e momenti di confronto con le aziende espositrici cercheremo quindi di favorire questo scambio di conoscenze”.

Oggi il settore sta affrontando non solo una transizione, ma anche grossi cambiamenti, spesso problematici, che hanno origine ben lontana dai nostri campi. Come sta affrontando il presente l’agricoltura toscana?

“Le principali filiere dell’agricoltura toscana, una delle regioni italiane con il maggior numero di prodotti e specialità a Denominazione, guardano con attenzione a ciò che avviene nel mondo e continuano ad attrezzarsi per superare al meglio le difficoltà legate ai tanti fattori esterni che conosciamo. A questo si aggiungono dibattiti forse evitabili e decisioni certamente controproducenti -si pensi agli attacchi contro il mondo del vino o alle notizie sullo sdoganamento della cosiddetta carne sintetica. Particolari settori affrontano momenti difficili, come quello lattiero caseario mentre altri, come quello dell’olio, stanno attraversando una fase di sviluppo con buone prospettive, in parte frenate dal problema dei costi di produzione sempre più alti. Proprio perché l’agricoltura è in profonda trasformazione, anche quest’anno la Fiera del Madonnino sarà un punto di riferimento per migliaia di addetti ai lavori, ma anche per tanti visitatori con le loro famiglie”.

Di Emiliano Raccagni

La tradizione incontra il futuro digitale - Ultima modifica: 2023-02-02T10:34:09+01:00 da Redazione

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