Vdma apre un ufficio in Italia

Da sinistra Raffaele Talarico, Fabio Gallo, Paola Bettinelli, Massimo Sarti e Karl Haeusgen

Italia e Germania sono due Paesi saldamente legati da uno stretto scambio economico, particolarmente radicato nel settore della meccanica e dell’impiantistica. L’Italia è la seconda nazione per importanza nel settore dell’ingegneria meccanica in Europa e la
quinta nel mondo e nel 2022 ha generato un fatturato di quasi 153 miliardi di euro nel settore della meccanica e impiantistica.

Per questo motivo il settore della meccanica e dell’impiantistica sostiene il piano d’azione annunciato dai due governi, che sarà firmato in autunno e porterà a una cooperazione ancora più stretta nello sviluppo economico.

Karl Haeusgen

«Una più forte cooperazione tra Italia e Germania, soprattutto nella trasformazione digitale ed ecologica, sarebbe un fattore chiave per far progredire l’Europa – ha dichiarato il presidente del Vdma (Associazione tedesca ingegneria meccanica e impiantistica) Karl Haeusgen durante un incontro con la stampa a Bologna in occasione dell’apertura del nuovo ufficio del Vdma in Italia. Berlino e Roma dovrebbero elaborare una strategia binazionale in tal senso e attuarla insieme alle organizzazioni della società e dell’economia».

Interscambio Italia-Germania

La produzione di macchinari e impianti, dominata dalle piccole e medie imprese, svolge un ruolo particolarmente importante nello sviluppo economico di entrambi i Paesi. Il commercio è di conseguenza strettamente interconnesso.

Da gennaio ad agosto di quest’anno sono stati esportati dalla Germania all’Italia macchinari e attrezzature per un valore complessivo di 6,7 miliardi di euro, con un aumento di quasi il 6% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo sono stati importati dall’Italia macchinari e attrezzature per un valore di poco inferiore a 5,6 miliardi di euro, con un aumento del 7%. L’Italia è quindi il secondo fornitore di macchinari per i clienti tedeschi (dopo la Cina).

«Tutti gli altri dati chiave dimostrano quanto siano forti i legami economici tra i due Paesi – ha sottolineato il Presidente del Vdma –. Per questo motivo, la collaborazione con l’Italia deve essere una delle nostre principali priorità per rispondere alla domanda su come l’Ue possa posizionarsi in modo più solido nella competizione internazionale».

Nel 2022, gli investimenti diretti tedeschi in Italia ammontavano a circa 40 miliardi di euro, mentre le imprese italiane avevano investito nella Repubblica Federale circa 35 miliardi di euro. In Italia hanno sede circa 1800 aziende tedesche con circa 200.000 dipendenti, tra cui circa 500 aziende del settore meccanico e impiantistico, che insieme garantiscono quasi 70.000 posti di lavoro.

Per quanto riguarda il settore delle macchine agricole, è il quinto dei 12 comparti industriali più importanti sia come import dalla Germania sia come export, con rispettivamente 512 e 614 milioni di euro (dati 2022).

Eccessiva burocrazia e problemi di filiera

Le sfide per le aziende sono simili nei due Paesi. «Su entrambi i versanti delle Alpi, le aziende sono alle prese con un eccesso di burocrazia e difficoltà nella catena di approvvigionamento – ha affermato Haeusgen –. E tutte devono affrontare la sfida di gestire la trasformazione digitale ed ecologica». Non basta investire solo nell’efficienza energetica dei propri prodotti, «dobbiamo anche affrontare sempre più spesso questioni come l’economia circolare o l’espansione delle energie rinnovabili», ha avvertito.
In questo contesto, Haeusgen ha elogiato le relazioni economiche molto stabili tra i due Paesi. «Tuttavia, sarebbe ora importante coordinare le misure dei nostri due Paesi e prevedere un dialogo intergovernativo anche sulle questioni economiche, a partire dal piano d’azione che sarà ufficializzato nei prossimi mesi», ha concluso il Presidente del Vdma.

In occasione della presentazione ufficiale dell’ufficio italiano di Vdma hanno portato la propria preziosa testimonianza come aziende già associate a Vdma Italia Paola Bettinelli (Samac), Fabio Gallo (Carraro Group) e Massimo Sarti (Bonfiglioli Group).

Sede italiana a Bologna

Raffaele Talarico

Dal 1° maggio di quest’anno, il Vdma è rappresentato da una sede in Italia. Il Vdma Italia, con sede a Castel Maggiore (BO), sarà diretto da Raffaele Talarico. «Vogliamo essere il contatto locale sia per un numero crescente di associati italiani del Vdma sia per le filiali italiane degli associati tedeschi – ha spiegato Talarico –. In questo modo, ci concentriamo su temi e servizi specifici e fungere allo stesso tempo da interfaccia per l’intero portafoglio di servizi del Vdma come associazione europea».

L’ufficio di Bologna è la quinta sede europea del Vdma dopo Bruxelles, Vienna, Maastricht e Varsavia.


Cos’è il Vdma

Il Vdma rappresenta 3.600 aziende tedesche ed europee di ingegneria meccanica e impiantistica. Il settore è sinonimo di innovazione, orientamento all’esportazione e medie imprese.

Le aziende impiegano complessivamente circa 3 milioni di persone nell’UE-27, di cui oltre 1,2 milioni nella sola Germania. Ciò rende l’ingegneria meccanica e impiantistica il più grande datore di lavoro tra le industrie di beni strumentali, sia nell’UE-27 che in Germania.

Nell’Unione Europea, rappresenta un volume di fatturato stimato in 860 miliardi di euro. Circa l’80% dei macchinari venduti nell’UE proviene da un impianto di produzione del mercato nazionale.

Vdma apre un ufficio in Italia - Ultima modifica: 2023-11-10T17:07:22+01:00 da Redazione Macchine e Motori Agricoli

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