Con un interscambio totale che nel 2025 ha sfiorato i 500 milioni di euro la Turchia si conferma come uno dei principali partner commerciali dell’Italia nel settore della meccanica agricola. Nei passati dodici mesi le importazioni italiane di macchinario agricolo dalla Turchia sono infatti cresciute del 19% superando i 210 milioni di euro, mentre le esportazioni, pari a circa 230 milioni di euro, pur in calo del 20% rispetto all’anno precedente, si sono comunque mantenute su valori assai superiori a quelli degli anni pre-pandemia. I dati relativi agli scambi di settore tra i due Paesi sono stati diffusi questo pomeriggio a Konya (Turchia) nel corso della conferenza stampa di presentazione della 47ma edizione di EIMA International, la rassegna mondiale della meccanica agricola organizzata da FederUnacoma a Bologna dal 10 al 14 novembre prossimo. “L’andamento delle esportazioni italiane di macchine agricole è stato condizionato dalle dinamiche del mercato interno della Turchia, che lo scorso anno ha registrato una significativa contrazione delle vendite. La flessione, che nel settore delle trattrici è stata pari al 36% in ragione di 40.500 unità, è dovuta non soltanto a fattori quali le pressioni inflative o la difficoltà di accesso al credito agricolo, ma – ha spiegato Davide Gallarate, dell’Ufficio Eventi di FederUnacoma – anche all’instabilità e al clima di incertezza dello scenario economico globale”. Tuttavia, l’attuale congiuntura non ha indebolito le relazioni commerciali e la cooperazione tecnica italo-turca. Con una quota del 18,2%, nel 2025 i costruttori italiani si sono infatti confermati i principali fornitori di macchine agricole della Turchia, mentre i costruttori turchi hanno visto crescere il loro giro d’affari con l’Italia sino a superare i 210 milioni di euro. La partnership tra i due Paesi potrebbe consolidarsi nel medio termine, se venissero confermate le proiezioni della società di ricerche Exportplanning per la Turchia, le quali ad oggi indicano una ripresa delle importazioni di macchine agricole dai principali fornitori globali.Secondo tali stime - dopo la frenata attesa per l’anno in corso (-5,6%) - l’import complessivo dovrebbe tornare a crescere nel triennio 2027-2029 con un tasso medio del 2,3% l’anno.








