Valorizzare la variabilità

Lo sviluppo dell’agricoltura di precisione ha permesso di trasformare la variabilità presente in campo da elemento limitante ad opportunità per massimizzare i risultati produttivi. Questo obiettivo è conseguibile disponendo di informazioni precise e dettagliate sulle principali caratteristiche dei propri appezzamenti, a partire dalle quali è possibile valutare quali tecniche colturali risultano essere più adatte alle specifiche esigenze aziendali. Queste ultime potranno essere soddisfatte unicamente facendo ricorso alle attrezzature meccaniche più idonee, dotate di un adeguato livello tecnologico.

La testimonianza concreta dei benefici che l’applicazione di queste tecniche consente di ottenere è stata raccolta direttamente presso l’azienda Pavan Daniele e Croatto Gio Batta di Buttrio (UD), nel corso della visita agli appezzamenti di 4 ha totali coltivati a mais e soia sottoposti ormai da due anni a prove di precision farming realizzate in collaborazione con Kverneland Group Italia, Dekalb e Sipcam. L’azienda Pavan lavora per conto terzi circa 300 ha sparsi nel territorio friulano, trovandosi all’interno di una realtà fatta di piccole-medie aziende, spesso con campi di 2-3 ha. La sperimentazione condotta sui terreni di proprietà e l’esperienza di contoterzismo hanno finora dimostrato che, grazie ad un’adeguata professionalità e con gli strumenti più adatti, è possibile realizzare agricoltura di precisione con successo anche in presenza di superfici limitate.

I vantaggi produttivi che si possono ottenere seguendo un tale percorso agronomico sono sia di tipo quantitativo che qualitativo. Grazie all’impiego di mappe di prescrizione l’aumento produttivo registrato nei campi sperimentali da Daniele Pavan è stato del 10%, mentre il risparmio degli input è stato attorno al 7-8%. Inoltre le contaminazioni da tossine si sono ridotte. Ulteriore vantaggio è rappresentato dal risparmio dei tempi di lavoro, in un contesto in cui la crescente imprevedibilità meteorologica accorcia le finestre operative ed espone a maggiori rischi d’impresa.

Il progetto sperimentale realizzato con Kverneland Group Italia si è articolato secondo una serie ben definita di fasi operative, aspetto che sottolinea l’importanza della programmazione nel momento in cui si sceglie di intraprendere la strada della precision farming. Per prima cosa si è realizzata un’approfondita analisi delle caratteristiche chimico-fisiche del terreno, ricorrendo alla mappatura del suolo attraverso un georesistivimetro, accompagnata da carotature selettive. I dati ottenuti, insieme alle informazioni derivanti dalle mappe di produzione già a disposizione dell’azienda, hanno permesso uno studio della variabilità presente in campo e la conseguente predisposizione di mappe di prescrizione.

Il terreno è stato preparato realizzando una minima lavorazione superficiale con il coltivatore CLC Evo 250 di Kverneland, a cui ha fatto seguito un’erpicatura con l’erpice a dischi Qualidisc 4000, ottenendo così un risparmio di tempo e denaro rispetto alla tradizionale lavorazione del terreno, potendone anche conservare la struttura. Quindi, impiegando la seminatrice Optima HD, è stata realizzata la semina a dose variabile da 7 a 10 piante/m2 dell’ibrido di mais Dekalb DKC5530, individuato come l’ibrido più adatto alle specifiche condizioni agronomiche sulla base delle prove condotte negli ultimi anni su oltre 700 ha in tutta Europa nell’ambito del progetto Dekalb Technology Center. La concimazione di precisione eseguita con lo spandiconcime Exacta CL GEOSPREAD ha previsto la distribuzione di 5 differenti dosi di concime sulla base delle mappe di prescrizione precedentemente realizzate. Per il diserbo è stato previsto l’impiego della botte iXter Kverneland, dotata di barra da 21 m a nove sezioni. Nella prova su soia è stata seminata la nuova varietà EM Sole di Sipcam, classe di maturità 1 a ilo scuro, che si distingue per un contenuto in proteina superiore del 2,7% rispetto alla media di campo ottenuta nelle prove del Registro Nazionale Soia 2014-2015.

di Alberto Borile

Valorizzare la variabilità - Ultima modifica: 2018-11-14T09:37:13+01:00 da Redazione

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