Trattori da fornace, una collezione speciale

Davide Brugnoli vicino alla Rustor, Proctor & Co. del 1890
Davide Brugnoli a Castelnovo di Sotto (Re) ne possiede una trentina. E da tre anni organizza una festa dedicata proprio a questi esemplari speciali

Come spesso abbiamo avuto modo di raccontare nelle nostre interviste ai collezionisti, l’”imprinting” agricolo è qualcosa che ti rimane per sempre, anche se a un certo punto della vita non fai più parte del mondo dell’agricoltura. Rientra in questa casistica anche Davide Brugnoli, di Castelnovo di Sotto (Re). «Mio nonno aveva una piccola azienda agricola che ha chiuso nel 1978 – ricorda Davide – e mio padre ha fondato un’impresa stradale nel 1982: da allora facciamo asfalti, anche se abbiamo ancora un centinaio di biolche reggiane (35-36 ettari, ndr) che coltiviamo come passatempo, anche se in realtà è molto più di un passatempo. Parliamo di erba medica e prati stabili per la produzione di Parmigiano Reggiano».

Una “malattia” incurabileQuando ci racconta questa storia, Davide è infatti appena rientrato da una impegnativa giornata di sfalcio, ma ha ancora energia per parlarci della sua passione. «La passione per i trattori me l’ha trasmessa mio nonno, perché da bambino ero sempre in campagna – ci spiega – e così anche dopo la chiusura dell’azienda agricola non ho mai smesso di stare in mezzo ai trattori. Quando avevo 15 anni mio padre mi ha regalato uno Steyr, a 17 anni ho comprato io un Landini L25. E da lì è scattato anche il desiderio di avere una collezione. Da quel momento non ho mai smesso di arricchirla, perché è come una malattia incurabile: dico sempre che questo è l’ultimo trattore che compro, ma poi non resisto. E ora sono ormai arrivato a un centinaio di esemplari». Brugnoli non ha seguito un criterio particolare per recuperare questi modelli, ma non ha nemmeno sempre seguito “il caso”. «Ero partito con i Landini Testacalda – conferma – se non altro perché erano molto diffusi da noi, nella provincia di Reggio Emilia, visto che nascevano a Fabbrico. Poi un vicino mi ha regalato un Ruggerini RDA 15, molto ben restaurato, e da quel momento ho sempre cercato di aggiungere un marchio nuovo. In sostanza, non mi piaceva l’idea di una collezione monomarca».

Dalla festa dell’aratura al raduno dei trattori da fornace

La passione di Brugnoli va oltre il collezionare trattori d’epoca, perché per lungo tempo ha organizzato un’importante manifestazione. «Per 24 anni, fino al 2021, ho organizzato una festa dell’aratura qui in zona abbastanza importante – ci racconta –. Nelle ultime due edizioni eravamo arrivati a radunare duemila persone partecipanti in tre sere. Poi le cose non sono andate più per il verso giusto, mi sono stancato e ho deciso di non farla più, anche se il dispiacere è stato tanto. Però tre anni fa, con mio figlio Alex e qualche altro ragazzo, ci siamo inventati il raduno nazionale dei trattorini da fornace, sempre qui da me a Castelnovo di Sotto (azienda agricola Tabar) organizzato da Old Tractor e Vintage Tractors Carpi in collaborazione con 3Emme Asfalti Urbanizzazione.

Da sinistra Alex Brugnoli con l’amico Stefano Vinsani e Davide Brugnoli

L’ultima edizione, il maggio scorso, dentro il capannone avevamo una tavolata di 200 persone. Volevamo fare qualcosa di diverso dalle solite rievocazioni dell’aratura e secondo me ci toglieremo ancora delle soddisfazioni». La molla per i trattorini da fornace è scattata proprio tre anni fa e in questo lasso di tempo Brugnoli ha collezionato una trentina di esemplari. Alcuni sono degli ottimi conservati, altri li ha restaurati lui con l’aiuto dell’amico Fabrizio a Rolo (Re), che possiede tutti i ricambi Lugli, o in prima persona nel (poco) tempo libero, anche perché per la parte meccanica ha tutte le conoscenze per farlo da solo. «Mi piace smontarli – confessa – e comunque preferisco i conservati o i restaurati trent’anni fa»

Alcune rarità

Parlare di tutti i trattorini da fornace presenti in collezione non è ovviamente possibile, per cui ci limitiamo a dire che si tratta in prevalenza di Lugli (Junior, Lilliput, L10, Golia), ma sono presenti anche altri marchi e in alcuni casi ci troviamo di fronte a vere e proprie rarità. Per rimanere in casa Lugli, innanzitutto troviamo due L10, con motore a petrolio Ruggerini da 12 cv, uno dei quali è il modello originale proveniente dalla fornace tuttora esistente, anche se chiusa, di Castelnovo di Sotto; poi da citare anche il raro modello con il motore Beta da 10-11 cv (e il carro del Golia).

Cambiando marchio, sicuramente meritano una menzione due Leprotto della ditta Raimondi di Casinalbo (uno con motore da 7 cv e uno con motore Slanzi da 12 cv), due Scoiattolo della Peschiera e Folli (uno con motore VM e uno con motore Slanzi), un Baraldi Ercolino (con colore non originale) e un trattorino militare Dumbo della Ata Bergamini di Modena, con motore Slanzi DVA680, del 1970. Descrivere anche gli altri circa 70 modelli presenti in collezione risulta altrettanto impossibile: Landini, Same e Fiat sono i marchi prevalenti, ma anche in questo caso alcuni pezzi si distinguono dagli altri. Come Landini troviamo un Vélite prima serie ancora da restaurare e come Fiat non passa inosservato il 700C da 30 cv del 1927. Per il resto troviamo due Ruggerini (un 15/17 e un RD22), un Venieri, uno Slanzi, ma soprattutto alcune carioche uniche, come una Olivi (ne sono stati costruiti solo due esemplari a Cadelbosco di Sopra negli anni 50), una Bonini e Donelli costruita a Poviglio (Brugnoli possiede le tre serie, la più rara è quella a tre ruote con motore Deutz F1L612) e una Prandi Scaravelli con motore Co.Ti.Emme da 7 cv.

Non solo trattori

Una parte del capannone di Brugnoli è occupata da alcuni esemplari americani (Case 500, Case a tre ruote, Farmall, John Deere modello A), tedeschi (due Hanomag: R75 e K55 cingolato, recuperati da una collezione a Castelfranco Veneto) e austriaci (Steyr), ma si trovano anche altre “chicche” come l’Arocicletta Ferraguti della Infra di Genova Pegli (il modello di Brugnoli ha le ruote al posto del cingolo anteriore originale risalente agli anni Trenta: si accende con il pedalino come una motocicletta, fa presente Brugnoli) e il minicingolato Nike 300 della Itma (largo solo 70 cm). Oltre ai trattori Brugnoli ha in collezione anche alcune macchine da raccolta (per esempio una delle più piccole trebbiatrici prodotte dalla Italo Svizzera Macchine Agricole del 1881, una sgranatrice per mais Invincibile dei F. lli Carra di Suzzara e una trebbia Mansal prima serie del 1936), una miriade di aratri a scatto, alcune seminatrici, motofalciatrici, diversi motori fissi e una locomobile della inglese Ruston, Proctor & Co. del 1890. Chiudiamo con i progetti futuri di Davide. «Vogliamo assemblare almeno una quindicina di Landini Vélite. Tutti guardano al SuperLandini o all’L25 e di trattorini da fornace ne ho già in abbondanza, perciò abbiamo deciso di puntare sui Vélite: ho già in mente dove ricavare lo spazio per ricoverarli, per cui appena li trovo al prezzo giusto, li prendo».

Trattori da fornace, una collezione speciale - Ultima modifica: 2026-09-08T15:05:33+02:00 da Francesco Bartolozzi